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His work is liked by:
GasperiniMarianna, Ana Lima-Netto, Numen,


 CORPETTO SPINATO
 IRIDE I

Marianna Gasperini

Lives and works at

Born 18/03/1975

Curriculum

Nata a Vimercate, nel 1975, Marianna Gasperini si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. E’ attratta dall’utilizzo di altri materiali oltre alla pittura e approfondisce la conoscenza della lavorazione del vetro e della ceramica frequentando la scuola di specializzazione a Halle in Saale in Germania e il Biennio di perfezionamento Arte della Maiolica a Faenza. Da questa esperienza il suo linguaggio artistico procede in parallelo: la pittura e forme-sculture nell’utilizzo del vetro. Affascinata dalla cultura nordica vive tra la Germania e l’Italia. Esordisce a Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda in una mostra collettiva nel 1995; la sua prima personale risale invece al 1997, a Concorezzo. Il suo percorso espositivo prosegue poi con continuità. Partecipa su invito a mostre collettive e rassegne tematiche in sedi pubbliche e in gallerie private anche in ambito internazionale: in Italia (Milano, Lissone, Monza, Faenza, Merano, Brescia, Reggio Emilia, Torino, Ferrara, Roma, Maccagno, Verona, Lecco…) e all’estero (Halle, Berlino, Lichtenstein, …). Nel 2002 vince a Faenza il 1° premio vince Ex Allieve e nel 2003 il Trofeo “Gian Franco Ricci”, sempre a Faenza. Ancora a Faenza vince il 1° Premio del concorso di Ceramica Art Award al 8° Congresso internazionale Istituto per la Scienza e Tecnologia sui Ceramici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 2007 vince il 1° Premio nella sezione Pittura del Concorso “Proposta a giovani artisti 2007”, presso la Fondazione Toniolo di Verona. Nel 2010 vince il Premio Brambati, organizzato dalla provincia di Lodi e Castiglione d'Adda. Vive e lavora a Concorezzo in provincia di Milano. ENG: Marianna Gasperini was born in 1975 in Vimercate, near Milan, she studied Painting at the Academy of Fine Arts of Brera in Milan. Her interests went beyond painting and she was attracted to the use of materials such as glass and ceramics, so she expanded her knowledge in how to work these materials in the Halle Saale School in Germany and completed a two year Masters in Majolica Art in Faenza . From this moment on, her artistic language develops painting and glass sculpting in parallel.Attracted by the northern European culture, she lives between Germany and Italy. Her debut in 1995 was a collective exhibition in Castelbarco (Italy), and her first solo show was in 1997, in Concorezzo. Her exhibiton path continues to evolve. Marianna has been invited to participate in collective and thematic exhibitions in both private and public galleries in Italy and abroad: Milan, Lissone, Monza, Faenza, Merano, Brescia, Reggio Emilia, Turin, Ferrara, Rome, Cannobio, Verona, Lecco, Halle, Berlin, Lichtenstein... She won the 2002 ‘Ex Allieve Prize’ and the 2003 ‘Gianfranco Ricci Trophy’, both in Faenza. Once again, in Faenza, she won the 1st prize in the ‘Ceramic Art Award Contest’ at the 8th International Ceramic Science and Technology Congress organised by the National Research Council. In 2007 she won the First Prize in Painting Competition "Giovani Artisti Proposta 2007", organized by the Toniolo Foundation in Verona. She was awarded with the 2010 Brambati Prize organized by the province of Lodi and Castiglione d'Adda. Marianna Gasperini lives and works in Concorezzo near Milan.

Statement

Forte di una splendida mano nel disegno e di un notevole senso plastico, la Gasperini costruisce passo dopo passi il suo singolare universo, un mondo in cui il corpo, soprattutto quello femminile, è indagato con sguardo ora dolcissimo ora brutale, ora con segno elegante e sinuoso ora con gesto aggressivo e inquieto. Nella trasparenza del vetro Marianna sembra trovare la propria dimensione ideale. La sua materia d’elezione, coniugata con altri materiali, piegata a dialoghi inaspettati, plasmata in vetrofusione o a casting (tecniche tradizionali abilmente rivisitate dall’artista), si fa perfetta espressione del suo sentire; opere che nascono da un pensiero autobiografico che finiscono per diventare universali. Come questo corpetto spinato, corazza per un corpo che sa chiudersi in se stesso per difendersi, emblema di una femminilità ferita ma indomita, che per proteggersi finisce con pungere, col ferire (e probabilmente anche con il ferirsi). Il corpo è sempre presente nella ricerca della Gasperini, fin dai suoi primissimi lavori. Una presenza silenziosa ma forte, suggerita per frammenti, spesso citata attraverso impronte. Più che corpi, dunque, le opere di Marianna sono tracce di corpi, segni lasciati nella materia: calchi che nascono da un corpo singolo per rappresentare un corpo collettivo. Piccole parti di un unico tutto, oggetti dal respiro monumentale, in grado di suggerire interessanti motivi di riflessione sull’identità femminile (e non solo). ENG: The transparecy and delicacy of glass can be deceiving: In the work of Marianna Gasperini – experienced in this difficult material - fragility is only an illusion. With a splendid hand in the design and a remarkable sense of plasticity, Gasperini creates her unique universe step by step, a world in which the body, especially the female, is investigated from different angles: sometimes brutal yet sweet, others with elegant and sinuous notes as well as with aggressive and restless manifestations. Marianna seems to find her dimension in the transparency of glass. Her matter of choice, combined with other materials, is folded in unexpected dialogues. They are molded in glass fusing or casting which are traditional techniques cleverly reinterpreted by the artist. It all makes the perfect expression of her feelings, they are works that stem from an autobiographical thought that ends up becoming universal. Like this barbed corset which is a armour for a body that knows how to shut itself down for protection, a symbol of wounded but indomitable femininity , that stings to protect herself whilst hurting at the same time. From her early works, the human body is always present in Marianna Gasperini’s search. A quiet but strong presence, suggested by tiny fragments and often expressed by hints. More than bodies, Marianna’s works are traces of bodies, signs left in the matter: casts born from a single body to represent a collective one. Small parts of a whole, objects with a monumental breathing space which are able to suggest interesting facets to reflect on the female identity (not only).

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